I fiori di Bach

“Tutto cio’ che dobbiamo fare e’ trovare cosa c’e’ di sbagliato con la nostra natura e di prendere le erbe che corrisponde a questo” – Dott. Edward Bach, 1933

Nato nel 1886, il Dr. Edward Bach è stato uno dei pionieri della medicina olistica e naturale. Ha abbandonato la prestigiosa e brillante di omeopata, immunologo, batteriologo che lo vedeva come uno degli elementi di spicco nella Londra dei primi ‘900 per dedicarsi completamente alla scoperta di 38 Rimedi, detti Fiori di Bach, dopo una lunga ed attenta ricerca nel mondo vegetale. 37 di questi Rimedi sono estratti da specifiche varietà di fiori e di piante mentre uno è invece preparato con una particolare acqua di sorgente.

Come tutte le grandi Medicine Tradizionali anche il Dr. Bach sosteneva fermamente che le malattie derivino da situazioni emozionali. Oggigiorno questo è un dato assodato per gran parte dei Medici e la Psiconeuroimmunobiologia definisce scientificamente la relazione tra stress e patologie organiche.
I Fiori di Bach non trattano direttamente le malattie, ma aiutano a riequilibrare le nostre emozioni. Con la riacquistata serenità è più facile vivere in buona salute o mantenere alta la qualità di vita di chi, invece, è purtroppo afflitto da una patologia incurabile. Ciascun Rimedio è indicato per una specifica emozione e aiuta a sviluppare la qualità o virtù corrispondente. Per esempio: una persona irascibile o gelosa dovrà prendere dellagrifoglio (Holly) e la sua rabbia energica e distruttiva diventerà empatia, affetto, calma e amore. Chi ha sofferto a causa di un trauma o di uno shock potrà prendere la Stella di Betlemme (Star of Bethlehem), lenitore di dolori e dispiaceri di cui portiamo ancora traccia
nonostante sia passato del tempo.

I Rimedi di Bach sono sicuri, semplici ed efficaci, sono utili per i bambini, i giovani e gli anziani, per i nostri animali e per le piante. Aiutano a ritrovare la serenità, a superare le difficoltà, a ritrovare pace o coraggio, a toglierci dal dubbio o dalle incertezze. Non hanno controindicazioni e possono essere utilizzati in concomitanza con altre medicine. Non sostituiscono in ogni caso trattamento medico.

Per trovare i Rimedi di cui si ha bisogno non dobbiamo assolutamente pensare alle malattie o ai problemi fisici ma dobbiamo focalizzarci sul nostro carattere, su come reagiamo ai cimenti della vita e analizzare quali emozioni stiamo vivendo.

Basterà scegliere 6, massimo 7 Fiori e farli preparare dal Farmacista. Dalla boccetta ne prenderemo 4 gocce almeno 4 volte al giorno distribuite nell’arco della giornata.

Agrimony tortura mentale dietro un viso allegro
Aspen paura di cose sconosciute
Beech– intolleranza
Centaury incapacità di dire no
Cerato mancanza di fiducia nelle proprie decisioni
Cherry Plum paura di impazzire
Chestnut Bud incapacità di imparare dai propri errori
Chicory amore possessivo
Clematis sognare nel futuro, non essere ancorati al presente
Crab Apple il rimedio di pulizia, per chi non si piace
Elm sopraffatti dalla responsabilità
Gentian scoraggiamento dopo una battuta darresto
Gorse mancanza di speranza, gettare la spugna
Heather – egocentrismo, centrati solo su se stessi
Holly odio, invidia e gelosia
Honeysuckle vivere nel passato
Hornbeam stanchezza al solo pensiero di fare qualcosa
Impatiens impazienza
Larch mancanza di fiducia nelle proprie capacità
Mimulus paura di cose conosciute
Mustard profonda malinconia, tristezza senza motivo
Oak lo sgobbone che continua ad andare avanti
Olive – stanchezza esaurimento fisico o sforzo mentale
Pine senso di colpa
Red Chestnut paura e ansie per i propri cari
Rock Rose terrore
Rock Water abnegazione, rigidità verso se stessi
Scleranthus incapacità di scegliere tra due alternative
Star of Bethlehem shock fisico e mentale
Sweet Chestnut angoscia mentale estrema, disperazione estrema
Vervain eccesso di entusiasmo
Vine dominanza e inflessibilità
Walnut protezione dai cambiamenti e dalle influenze indesiderate
Water Violet – riservatezza e distacco
White Chestnut pensieri indesiderati e ricorrenti
Wild Oat incertezza sulla propria direzione nella vita
Wild Rose rassegnazione, apatia
Willow autocommiserazione e risentimento, lamento

Il sistema include anche unoriginale combinazione di 5 Fiori, un Rimedio demergenza, lunico lasciatoci dal Dr. Bach. E’ il Rimedio più famoso la cui efficacia è testimoniata da milioni di persone nel mondo, infatti in ogni momento di emergenza sono in gioco almeno una delle 5 emozioni del Rimedio (Trauma, shock, lutto (Star of Bethlehem) Terrore, panico (Rock Rose) Paura di perdere il controllo (Cherry Plum) – Agitazione, irritabilità (Impatiens) – Perdita del contato con la realtà (Clematis).

In commercio si trovano altre combinazioni pre-miscelate che però spesso risultano non efficaci poiché non sono scelte individualmente e quindi i Rimedi in esse contenute non sempre corrispondono alle emozioni che la persona sta vivendo visto che non si conosce nulla del Cliente e presuppongono che tutti reagiamo allo stesso modo.

Questo può essere un limite allefficacia del Metodo per vari motivi: i Rimedi contenuti nel mix potrebbero non contenere quelli giusti per la persona, troppi Rimedi rallentano il lavoro di quelli veramente necessari ed infine potrebbero portare la persona a pensare che il Metodo dei Fiori di Bach non sia efficace.

Affinché un Rimedio funzioni deve essere scelto individualmente e deve essere presente la specifica emozione.

In ultimo, se consideriamo la filosofia che accompagna il Metodo, la malattia ha lo scopo di farci apprendere e crescere. Nel momento in cui ci sediamo a scegliere il Rimedio giusto significa che sto riconoscendo la mia emozione.

Qual è il dentifricio per bambini più adeguato?

Qual è il dentifricio per bambini più adeguato?

La carie è una malattia causata da molti fattori, il più importante dei quali è ligiene orale, per grandi e piccini; pertanto utilizzare quotidianamente lo spazzolino con un dentifricio senza fluoro o con una piccola quantità di questo composto può essere lideale se tutte le altre cause che originano la carie come lo zucchero o la genetica, per esempio sono sotto controllo.

Quando il rischio carie è maggiore, è quando si ha bisogno di un dentifricio almeno 1000 parti per milione ( ppm ) di fluoruro; rimedio necessario anche se si tratta di un bambino molto piccolo. In ogni caso, è sempre consigliabile andare da un dentista specializzato in patologie infantili che può definire la quantità consigliata. È molto importante che i genitori consultino questi professionisti e ne comprendano il valore; la prima visita è consigliata dal primo dentino, così evita il rischio di carie e si prevengono eventuali complicazioni della salute infantile .

Qual è la quantita di dentifricio consigliata per i più piccoli?

Nei bambini 0-2 anni di età, se si tratta di pazienti a basso rischio di carie, e soprattutto, fino a quando si impara a sputare, non è necessario luso del dentifricio; se il rischio di carie è maggiore, usare una quantità molto limitata di dentifricio con 1000 ppm è sufficiente. E dalletà di 2 anni, quando tutti i bambini dovrebbero iniziare la loro disciplinata igiene dentale; il dentifricio al fluoro tra il 1000 e il 1450 ppm, in piccole quantità e almeno 2 volte al giorno dopo ogni pasto .

Per quanto tempo è necessario il controllo dei genitori ?

Si consiglia ai genitori stessi che si occupino di lavare i denti dei bambini  fino a 3 anni, da quel momento, luso dello spazzolino da denti deve essere controllato da loro; si dovrebbe renderli autosufficienti per questo tipo di cura almeno alletà di  8 anni, in poche parole quando è possibile dare autonomia ai figli per la propria igiene orale facciamo solo il loro bene.

Conclusioni

Perchè i bambini abbiano una salute orale ottimale è necessario che seguano queste linee guida:

Andare dal dentista nel primo anno di vita (preferibilmente un dentista specializzato per bambini) per valutare il rischio di carie e di ricevere adeguate istruzioni di igiene orale.

Se il rischio carie non è elevato, non usare il dentifricio i primi due anni (o fino a quando il bambino impari a sputare, per lesattezza) è molto importante.

Se il rischio carie è medio o alto, al contrario, luso del dentifricio contenente fluoruro di almeno 1000 ppm, e in una quantità molto piccola due volte al giorno è raccomandata, dopo i pasti.

Il genitore deve spazzolare i denti del proprio bambino fino alletà di 3 e poi controllarlo almeno fino agli 8 anni.

Le lampade HQI

Le lampade HQI, lampade agli iogenuri metallici funzionano con i vapori di mercurio cui vengono aggiunti sali di differenti alogeni, quali il cromo, il fluoro, lo iodio, etc.
La gamma luminosa offerta dalle lampade HQI risulta essere più completa di quella offerta dalle lampade hql.
Anche in questo caso, i costi sono maggiori rispetto ai tubi al neon.
In termini di acquisto e di consumo energetico, ma se optiamo per l’acquario scoperto dovremo decidere se adottare lampade HQI oppure HQL.
Bene dire che in entrambi i casi, e con le dovute differenze che possono risultare soggettive per ogni acquario, abbiamo ormai a che fare con prodotti che hanno raggiunto un livello qualitativo che offre garanzia e sicurezza nell’impiego, anche ovviamente in termini di risultati, ovvero la giusta illuminazione che farà crescere rigoliose le nostre piante.
Io per molti anni ho impiegato le lampade HQL, e mi sono sempre trovato bene, e dal momento che squadra che vince non si cambia, non ho mai azzardato a rompere l’equilibrio creato da momento che è sempre andato benissimo così.

Dovessi allestire però un nuovo acquario scoperto, prenderei in seria considerazione l’impiego di lampade ad alogenuri metallici, che risultano essere, se posso permettermi questa definizione, una evoluzione delle lampade HQL.
Il rapporto tra potenza/consumo risulta infatti essere migliore con le lampade HQI.
Sia le HQI quanto le HQL non hanno prezzi abbordabili, non sono economiche, è da ricordare. La loro spesa può essere ammortizzata nel tempo grazie al loro impiego, ma rappresentano comunque un investimento da parte nostra.
Ovvio anche che, chi decide di allestire un acquario scoperto, è conscio di dover affrontare maggiori spese decidendo di adottare questo tipo di lampade.
Le lampade HQI destinate ad utilizzo in acquario, devono obbligatoriamente avere incorporata nella plafoniera la protezione apposita per i raggi UV, anche per questo sono particolarmente costose.
Cimentarsi nell’autocostruzione di questo speciale tipo di lampade, significa avere una almeno minima esperienza, andando a reperire da grandi distributori di prodotti elettrici tutto il necessario ed apportandone le dovute modifiche (filtro che ripara dai raggi UV, alette di raffreddamento apposite…), ed a conti fatti certamente avremmo un bel risparmio; rimane anche da stabilire se la resa luminosa può essere egualmente apprezzabile e sicura per il nostro acquario.

Che bella età la terza età, ma anche la quarta

Esiste ancora, oggi, l’anziano? In particolar modo nella nostra società, gli anziani, i vecchi, sono sempre inesorabilmente gli altri. Ogni volta che mi è capitato di varcare la soglia di una residenza sanitaria assistenziale popolata da anziani più o meno lucidi e autosufficienti, la prima richiesta che mi sento porre è: “Dottore, mi porti via di qui: è pieno di vecchi!”. Perché i vecchi sono sempre gli altri. Evidentemente come esseri umani ci dibattiamo in una dimensione, estremamente affascinante, a metà tra puer e senex. E oggi più che mai il puer prevale terribilmente, e per certi aspetti anche tragicamente, sul senex.

Le classiche categorie demografiche, sociologiche e antropologiche che da sempre ci hanno permesso di classificare le età delle vita sono evidentemente messe in crisi, secondo me, da un complesso di fattori. Il primo, il più elementare, è quello di natura demografica. Siamo passati da una struttura sociale, che a tutte le latitudini è sempre stata di tipo piramidale (ossia, composta di un grande numero di bambini, un cospicuo numero di giovani, un discreto numero di adulti e un ristretto numero di anziani), a una struttura graficamente rappresentabile come cilindrica, dove il numero di anziani eguaglia, e talvolta inizia a superare, il numero di bambini e giovani sommati insieme. Tale situazione sovverte di fatto, e radicalmente, alcune questioni che si davano come acquisite. Solo per fare un esempio, sul piano socio-economico tutto questo destabilizza drasticamente quei sistemi previdenziali, come il nostro, basati sul subentrare contributivo dei giovani rispetto agli anziani. Oggi questo sistema s’interrompe per una ragione oggettiva, legata a un dato demografico prima ancora che sociologico, che va a determinare cambiamenti radicali a livello di funzionamento sociale. Se a questa vogliamo aggiungere un’altra considerazione di tipo quantitativo, mi permetto di ricordare quella che chiamerei la legge del 7%, ossia il tasso d’incremento medio di crescita della spesa annuale sociale e socio-assistenziale nelle società industriali e post-industriali europee e nordamericane. Questo significa che, in sistemi di welfare avanzato, la spesa socio-assistenziale e sanitaria ha ogni anno un tasso d’incremento del 7%, che non può essere controllato con alcuno strumento di fiscalità ordinaria tra quelli ereditati dalla società piramidale, con effetti a medio-lungo termine che non riusciamo a prevedere.

Se è vero che dobbiamo occuparci della quarta età, come ci occupiamo di tutte le età della vita, è altrettanto vero che il problema dei problemi, nella legge del 7%, ciò che rischia davvero di far collassare il nostro sistema di previdenza pubblica, è che oggi l’aspettativa della committenza sociale nei confronti della medicina è niente meno che l’immortalità. L’immortalità del corpo, per cui non v’é spesa che non sia giustificata e giustificabile. Ciò ribalta radicalmente l’antica mentalità, per cui il medico veniva chiamato, soprattutto nel caso degli anziani, al momento dell’exitus, cioè alla fine della vita. Oggi, invece, nella terza e quarta età, la spesa sanitaria in termini diagnostici e terapeutici cresce in modo esponenziale; poiché in tutte le età della vita, vi è un’aspettativa quasi mefistofelica di immortalità nei confronti della tecnologia medica. Non c’è intervento che non valga la pena di tentare, anche dopo gli ottant’anni; non c’é esame diagnostico precoce che non valga la pena di eseguire anche a novant’anni; non c’è farmaco, per quanto costoso, che non debba essere utilizzato anche nella quarta età. Tutto ci appare ovvio. E ogni tentativo d’introdurre elementi di razionalizzazione, almeno nella nostra cultura cattolico-latina, urta giustamente le nostre coscienze. Quando gli anglosassoni ci spiegano che, nel loro sistema, non si opera un ultrasettantenne obeso, diabetico e fumatore a spese del servizio sanitario nazionale, noi -da buoni post-illuministi e post-razionalisti- ci scandalizziamo, perché le forme della statistica e l’arida dittatura del numero collidono con la nostra coscienza intessuta di libertà, e il tentativo di applicare i criteri della razionalizzazione e dell’ottimizzazione costi-benefici ci lascia sgomenti quando abbiamo di fronte una persona sofferente.

Il rapporto tra spesa sanitaria, stato sociale e aspettative di vita si prospetta già oggi come una delle grandi questioni pubbliche, e ci porterà inesorabilmente a rivalutare la centralità della persona. E la centralità della persona si basa anzitutto sul mistero dell’incontro e dell’intersoggettività. Sul mistero di un Io che si fa Tu, sull’incontro tra persone diverse che, al di là delle pianificazioni, delle quantificazioni e delle razionalizzazioni, si incontrano e si offrono reciprocamente affetto, empatia, solidarietà. L’agenzia fondamentale, che fino a oggi ha funzionato nella storia dell’umanità per rispondere a queste esigenze, è stata ed è la famiglia: un’agenzia pre-statale, arcaica e indispensabile, un tempo famiglia patriarcale e realtà transgenerazionale in cui i giovani convivevano insieme a bambini e adulti. Forse anche talvolta si lottava, si competeva tra fratelli e cugini per un pezzo di cioccolata, e in tempi più remoti, anche per un pezzo di pane.

Oggi incontriamo invece quasi solo più contesti in cui attorno a un solo bambino, destinato perciò a rimanere puer eterno, si alternano quattro nonni, sette zie e una valanga di adulti, tutti in competizione tra loro per l’amore di questo pupone divinizzato (quando una volta, invece, erano i tanti bambini a contendersi le attenzioni dei pochi seniors della famiglia). E’ chiaro allora che le prospettive mutano drasticamente. Così l’anziano oggi non può più contare sulla forte rete solidaristica intessuta dalla famiglia d’appartenenza, perché pochi elementi difficilmente riescono a costituire una rete. L’anziano, nel momento in cui perde l’autonomia, viene allora delegato sempre più spesso a realtà atipiche che rattoppano le carenze del nostro welfare, come le badanti: donne extracomunitarie che lasciano i propri figli piccoli nel paese d’origine, per venire qui a produrre reddito occupandosi dei nostri vecchi, che noi non possiamo più accudire, perché noi stessi -a nostra volta- troppo impegnati a produrre reddito e a fronteggiare un sistema di consumi insostenibili. Ma, alla fine, questo sistema che non sappiamo quanto ancora potrà durare (ad un certo punto il flusso delle extracomunitarie rallenterà e contemporaneamente il costo del loro lavoro aumenterà), produrrà -come tutte le cose asimmetriche- un rebound al quale dobbiamo essere preparati. L’assistenza si delinea quindi come un tema cruciale per il presente e il futuro; e non a caso, anche da un punto di vista psicologico, se chiedete a cento anziani over 80 qual è la cosa che temono di più, nella maggior parte dei casi vi sentirete rispondere cose come perdere l’autonomia, dipendere dagli altri.

La nostra societò post-taylorista e fordista ci ha educati a un’idea folle dell’autonomia. E il giusto complemento urbanistico di questo pensiero sono le villette a schiera tutte uguali, con un giardinetto davanti e uno dietro, e un grazioso cancelletto che ci divide dai vicini e dalla strada. Se pensiamo a com’erano costruite invece le case di una volta, la classica cascina con una corte intorno, ci rendiamo conto quanto era favorita la comunicazione e l’interazione tra le varie famiglie. Oggi per fare il buon vicinato siamo costretti a ideare veri e propri programmi educativi: per insegnare alle persone a sincerarsi se il vecchietto che vive nell’alloggio a fianco è vivo o morto nel mese di Agosto, occorre escogitare un progetto europeo riccamente finanziato. A questo punto arrivati, secondo me, è necessario sollecitare una grande rivoluzione culturale, insegnando ai nostri figli, ai bambini e agli adolescenti, a superare questa idea astratta, crudele e nevrotica dell’autonomia. Perché non siamo mai monadi isolate, ma viviamo in una dimensione comunitaria in cui la relazione affettiva è il momento fondamentale dell’esistenza, in cui tutti dipendiamo da tutti, soprattutto alla terza e quarta età.

Come essiccare l’ortica selvatica

Vi vorrei parlare di una pratica, quella dellessiccazione, molto diffusa tra coloro che coltivano o raccolgono piante e frutta, ed in particolare volevo descrivere come procedere per essiccare lortica selvatica. Raccogliere e consumare le piante selvatiche è una pratica molto interessante, sia per i luoghi che ci porta a frequentare che come filosofia dellauto-consumo. Il normale sviluppo in Natura delle piante selvatiche, non forzate dallessere umano a produrre fuori stagione, segue un andamento incostante in base al clima e alla varietà di piante che ci interessa. Troveremo quindi una pianta selvatica in abbondanza per un periodo limitato di tempo, quello in cui sarà fruttuoso il suo raccolto, dopodiché essa non è più disponibile e dovremo aspettare che il suo ciclo vitale ricominci. Nel caso dellortica, il periodo giusto per raccoglierla è proprio questo, la Primavera, quando spunta vigorosa e abbondante. Avevo già parlato di come raccogliere questa pianta dai mille benefici, che può avere usi fitoterapici e culinari sia fresca che essiccata. Visto che è il momento in cui possiamo usufruire di questa essenza così importante, possiamo raccogliere una buona quantità di ortica, ma questa deve essere conservata se non vogliamo sprecare inutilmente il nostro raccolto. Per fare una ricetta o una tisana con ortica fresca, saranno sufficienti poche foglie ed essiccarle non avrebbe senso, ma se volete conservare questa meravigliosa erba per usarla durante tutto lanno, ecco come procedere.

Private le piante del gambo utilizzando dei guanti di gomma per evitare la peluria urticante. Potete utilizzare i gambi come fertilizzante per lorto, se avete il contenitore per il compostaggio, altrimenti gettateli nella raccolta dellumido. I gambi di ortica sono un fertilizzante fantastico, visto che hanno il doppio scopo di concimare il terreno e fare da antiparassitario naturale per afidi e ragnetti rossi.
Lavate in acqua fresca le foglie e le cime floreali, sempre usando i guanti in gomma. Anche se il potere urticante dellortica può sembrare un ostacolo al suo utilizzo, vi ricordo che dopo averla sbollentata, essiccata o anche solo lasciando passare 24 ore dalla raccolta, questo perde di efficacia e potrete maneggiare le foglie senza nessuna paura.
Le ortiche hanno foglie molto sottili e quindi seccano velocemente, sopratutto utilizzando un essiccatore. Dopo aver lavato le foglie, passatele nellasciugatore per insalate e poi stendetele con cura sui vari strati dellessiccatore, che lascerete acceso per 2-3 ore.

Se non possedete un essiccatore potete seccare le foglie anche in maniera più spartana. Un ottimo metodo, dopo che le avrete asciugate come una qualsiasi insalata, è metterle in un sacchetto di carta chiuso che non le comprima e lasciare questo fagotto vicino ad una fonte di calore come il termosifone, se li avete ancora accesi per lultimo freddo, oppure appeso fuori dalla finestra per qualche giorno.
Un altro metodo altrettanto valido è quello di stendere le foglie in casa su un canovaccio e lasciarle alla luce del sole. Sinceratevi in questo caso di non avere spifferi daria o finestre aperte perché, una volta seccate, le foglie diventeranno leggerissime e si sparpaglieranno al primo alito di vento. Una volta che le ortiche saranno essiccate, potete conservarle per mesi in barattolo; per risparmiare potete usare vecchi barattoli di marmellata. Lavate con cura i barattoli per evitare che il precedente contenuto ammorbi il sapore delicato dellortica e sinceratevi che siano ben asciutti prima di riempirli, altrimenti rischiate che la pianta sviluppi della muffa se viene in contatto con lumidità del barattolo. Sistemate i contenitori in un luogo adatto, come fate con qualsiasi altra essenza, ed utilizzate lortica per preparare infusi, ricette o tinture per capelli.

Certamente usare erbe selvatiche è una pratica interessante, sia per quanto riguarda la conoscenza delle essenze che se ne possono ricavare, sia per lattenzione che porta verso lauto-consumo ma vorrei esortarvi a non esagerare con le quantità: è vero che lortica cresce abbondante e praticamente ovunque, non è una specie a rischio e si può raccogliere senza remore, ma è altrettanto vero che la Natura deve sempre essere salvaguardata. Se pensate di preparare un infuso ogni tanto, non occorre che estirpiate tutta lortica che incontrerete nella vostra zona, cogliete un quantità adeguata e seccate tutte le foglie e le infiorescenze che avete scelto. E se non riuscirete a consumare tutta lortica secca che avete preparato, non sprecatela! Regalatela ad un vicino, ad un amico o ai vostri genitori, spiegando loro quanto sia importante il suo consumo e quali siano i suoi benefici. In questo modo contribuirete a diffondere un messaggio importante, quello di vedere la Natura come alleata dellessere umano invece che come nostro nemico giurato.  E quale modo migliore di fare questo se non attraverso il dono? Regalate le vostre piante, offrite agli altri le vostre conoscenze e cercate di imparare da loro cose nuove. Scoprirete che è bellissimo donare qualcosa che non è stato acquistato con i soldi ma in cui avete messo le cose che sembrano essere più rare e importanti di questa epoca: il vostro tempo e la vostra attenzione.

Come dormire bene: consigli e suggerimenti

Le ore di sonno rappresentano senza ombra di dubbio uno dei momenti più importanti dell’intera giornata in quanto garantiscono al nostro organismo il dovuto riposo. Proprio per questo dormire bene è fondamentale e può fare tutta la differenza del mondo tra una persona attiva e produttiva ed una che invece non riesce a concludere granché nel corso della giornata.
Vediamo insieme qualche suggerimento utile per rendere le ore di sonno quanto più intense possibili.

Fare sport

L’attività fisica ed il dormire bene sono sempre andati a braccetto in quanto dall’uno dipende anche l’altro. In linea di massima infatti praticare sport e tenersi allenati aiuta non soltanto a stancare il fisico, e quindi a conciliare il sonno, ma anche a favorire il rilascio di endorfine le quali liberano la mente e rendono molto più semplice il riposo in generale.

Alzarsi sempre allo stesso orario

So che può sembrare strano ma per dormire bene può essere fondamentale svegliarsi sempre allo stesso orario. Il discorso è che il nostro corpo ha una specie di “orologio biologico” che regola le nostre ore di sonno consentendoci di svegliarci sempre allo stesso orario in maniera quasi automatica. In questo modo le ore di sonno saranno senza dubbio molto più intense e qualitativamente migliori.

Scegliere il letto giusto

Anche la scelta del letto giusto gioca un ruolo fondamentale per quanto riguarda il dormire bene. Proprio per questo  ti invito a scegliere il modello che meglio può accompagnarti tra le braccia di Morfeo che sia un letto matrimoniale, un letto a castello, Qui trovate la lista dei migliori, o un letto singolo l’importante è che ti possa far riposare al meglio.

Meditare

Infine un consiglio un po’ inconsueto ma che può aiutarti senza dubbio a dormire bene. Tramite la meditazione infatti si può liberare la mente allontanando i cattivi pensieri e permettendo al nostro cervello di rilassarsi un attimo.